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Observações casuais a propósito de Itália.
Pino d'Angiò
No início dos anos 80 o disco sound (tão injustamente vilipendiado...) estava em declínio. Surge uma novidade: o italo-disco dance. Ou seja, nova música de discoteca produzida em Itália. Dentro deste género, um dos nomes mais originais foi o do napolitano Pino d'Angiò (não confundir com Pino Daniele, também napolitano), cujo verdadeiro nome era, aliás, Giuseppe Chierchia. Com o tema Ma quale idea estoirou nos tops europeus. Porém, em 1983 tem um LP bem mais interessante, no qual se encontram temas sugestivos e originais num registo entre o rap e o típico italo-disco dance. Um deles é Mani in Alto, que tem uma letra delirante, que consiste no relato, na primeira pessoa (o delinquente), de um assalto a um banco, a sua fuga, o acidente mortal, a chegada às portas do paraíso, as objecções de São Pedro e o subsequente caos que aí se instala. Jamais alguém se lembrou de pôr uma coisa assim como letra de música, ainda por cima numa batida bem engraçada. Pino D'Angiò foi um cometa efémero de uma música já de si efémera. Este LP, comercialmente, esteve aquém das expectativas da editora - era demasiado sofisticado para o público consumidor para o qual foi dirigido. Não mais houve notícias deste napolitano.
Eccoti un mio racconto surreale ispirato a quella canzone.
Io a casa mia canto. Metto su un CD e ci canto sopra. Poi muovo anche le mani, mi agito, e talvolta mi presento. Tipo Signore e signori…. Una presentazione in grande stile, di quelle professionali. A volte mi piaccio, a volte meno. Credo sia un problema di look. “Ma, proprio quando sto vicino a te, sento un gran silenzio dentro me, non so nemmeno dir "Ti voglio bene!"
Anche l’occhio vuole la sua parte, nulla da obiettare. Io non ho dei jeans. Ne avevo un paio a zampa d’elefante…non mi ricordo neanche più quando. E’ passato tanto tempo. Erano belli, giuro, un po’ consumati, si portavano così all’epoca, stone washed, di quelli che sembravano già vecchi. Pensa te! Ti metti qualcosa di nuovo e nessuno se ne accorge. Io mi merito dei jeans nuovi invece di stare tappato in casa con il naso incollato alla finestra a vedere pioggia che cade giù a secchiate. Io ho i soldi necessari per comprare dei jeans, dei peperoni da fare ripieni, mmh pomodori per la salsa, una bottiglia di whisky e qualche yogurt.
Io vado al centro commerciale. Lì troverò i miei jeans, lì mi perderò. Il trench, l’ombrello e un po’ di gel nei capelli. Poi apro gli occhi e sono già dentro, tra commesse che girano in pattini e articoli in promozione tipo che se compri otto barattoli di caffè te ne regalano uno. Io vivo da solo, otto confezioni di caffè sottovuoto proprio non mi servono, va a finire che scadono o al più mi becco un esaurimento a forza di bere caffè tipo che le mani mi tremano. Ma io non devo fare mica la maionese! Nella maionese c’è un senso d’artista. La maionese impazzisce, l’artista pure, se non è già pazzo di suo.
Voglio dei jeans tradizionali. Li voglio blu. Senza varianti, classici, che se uno ti guarda deve dire: “Ma sai che hai proprio dei bei jeans?” Eccoli, tutti ammassati, di tutte le misure, di ogni prezzo. Ne prendo un paio, sembra che vada bene, li misurerò. E arriva sempre il momento che non ti aspetti perché, più di uno non ci crederà, ma aprendo la porta del camerino di colpo la mia vita è cambiata. Lei era lì, in un angolo nella semioscurità, singhiozzava piano e si puliva il naso con la mano. Un quadro di Botero. Enorme. Tanta. Faccio per andare via scusandomi per l’intrusione ma una voce profonda mi intima di non muovermi e di chiudere la porta.
- “La porta? Devo chiudere la porta?”
- “Sì, senza fare troppa filosofia, in silenzio.”
- “Va bene, va bene, non so, posso fare qualcosa? (Click. Una luce tenue illuminò quel box 1 x 1 ed ora potevo guardarla meglio).
“Ma Lei è la signora che mi aveva chiesto un consiglio per i pomodori migliori… E io Le avevo indicato quelli con l’etichetta a fiori…”
Aveva due occhi ma…grandi ancora umidi, le guance unte, e poi una baguette, anzi, due baguette, farcite di gorgonzola al mascarpone, lonza di maiale e olive di quelle col nocciolo che la donna sputava sullo specchio di fronte insudiciandolo oltre misura.
“ Siediti!! Tu non mi hai mai visto! Io non esisto! “
“ Io…veramente…posso andare?”
“ Non muoverti!! Con questo, lo vedi, con questo ho tagliato la baguette, è affilato, tagliente, potrei aprire anche te. Tu sei della vigilanza, non è vero?”
“Io…io…volevo solo misurarmi dei jeans non pensavo di…”
“Senti tu, mi fai un buco nel cuore, una roba banale, ma mi piaci così… Non andar via, resta qui, resta ancora…”
“ Senti io non ci sto capendo niente, facciamo una cosa, adesso mi alzo, faccio finta che non sono mai entrato, esco e chiudo la porta così tu puoi continuare a mangiare, va bene?
“ Non va bene un cazzo!! E adesso spogliati!!
“ Sì…come sai fare tuuuu!!”
“ Non fare lo spiritoso e spogliati, io qua non vengo solo per mangiare a dirla tutta…”
“ Ah no? E per cosa se non sono indiscreto?”
“ Basta!! Mi sta scoppiando la testa!” (E fu un attimo perché il donnone con un’agilità impensabile mi fu sopra ansimando come una locomotiva e non riuscii a fare altro che assecondare le sue perversioni. E mentre mi era sopra mangiava allegramente la sua baguette e si puliva la bocca con i miei jeans, quelli che volevo misurarmi.
“E’ stato bello. Bellissimo sarebbe dire troppo comunque non male. Poi per i jeans ti vedrei meglio con un altro modello, hai presente quelli stone washed? Metterebbero in risalto le tue cosce, belle, sode come due autobotti. Mi ascolti?”
“Sì, ho presente, puoi levarmi questi cacicavalli dalla faccia che non riesco a respirare?”
“ Stai parlando del mio seno?”
“Appunto…”
(Dlin dlon) Informiamo la gentile clientela che al reparto abbigliamento è appena iniziata una favolosa promozione. Su tutti i modelli di Jeans sconti fino al 50%. Approfittatene!!
Sono scappato via senza comperare i jeans.
Le commesse continuavano a girare sui pattini.
Uscendo dal centro commerciale mi sono voltato. La donna aveva comperato otto barattoli di caffè per averne uno in omaggio.
(Dlin dlon) Informiamo la gentile clientela che fra cinque minuti i grandi magazzini chiudono.
Solo allora la donna pigramente si era avvicinata alla cassa.
Paolo:-))